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Lo sharing
pagina curata da jwolf (www.esseerre.it)



Filosofia della condivisione in rete, ovvero solo gli avvoltoi pensano a prendere senza dare nulla, pagina curata da jwolf


WinMX e' un programma di FILE SHARING.

Una considerazione per certi versi ovvia, ma qualcuno lo considera soltanto un mezzo per scaricare i files di cui ha bisogno, cosa profondamente sbagliata, e per piu' di un motivo.

Una metafora particolarmente azzeccata e' quella pensata da Corsaro Grigio:
"Per farti un esempio più chiaro lo sharing è come una grigliata in
campagna fra amici dove ognuno porta qualcosa da mangiare".
E' evidente che presentandovi a mani vuote (ovvero condividendo poco o nulla) rischiate di fare una gran brutta figura!

Sento gia' sollevarsi alcune obiezioni: "Si, ma con tanti milioni di utenti, cosa vuoi che cambi..." "Ma io non ho niente da condividere, ho appena cominciato..." "Ho poco spazio sull'hard disk..." e cosi' via.

Benissimo, allora tralasciamo il punto di vista etico (in fondo siete voi che vi guardate allo specchio la mattina, se non vi fa impressione scoprire di avere un collo sottile, un becco ricurvo e un piumaggio grigiastro...) e consideriamo la cosa dal punto di vista prettamente pratico.

Anzitutto, meno sono i files messi in condivisione dagli utenti, minori sono le possibilita' di trovare quello che state cercando: un parco utenti formato soltanto da "avvoltoi" risolverebbe definitivamente il problema di quale client sia il migliore: sarebbero tutti sullo stesso piano, ovvero non servirebbero assolutamente a nulla.

Non avete nulla da condividere? Procuratevelo!
Non e' certo un grosso problema ottenere velocemente qualche mp3, o qualche filmato avi, e dopo poche ore di utilizzo del programma sicuramente avrete ampliato la vostra dotazione iniziale. E non venitemi a raccontare che avete la connessione lenta, perche' il sottoscritto viaggia tranquillamente con un 56K...

Poco spazio sull' hard disk? Questo argomento, considerato il costo attuale per gigabyte dei dischi fissi, e' piuttosto debole, e comunque si puo' condividere anche da un CD-ROM, che al termine della sessione viene rimosso dal lettore, risolvendo cosi' anche i problemi di chi si connette da luoghi in cui non puo' tenere un certo tipo di files sul computer. E poi, nessuno vi chiede di avere gigabytes su gigabytes di materiale da scambiare, e' perfettamente inutile (nel senso che non aggiunge nulla al patrimonio di files a disposizione sul sistema) che voi condividiate materiale posseduto gia' da decine o centinaia di utenti. Provate a controllare periodicamente quanto sono comuni i files che condividete, e cancellate quelli che si trovano facilmente: otterrete una lista di dimensioni minori, ma sicuramente altrettanto interessante.

Alcuni server opennap, poi, vi fanno entrare soltanto se condividete un certo numero di files: verificate di soddisfare i requisiti minimi se ci tenete ad ampliare le vostre possibilita' di ricerca.

Tutto questo non vi ha ancora convinto?

Provate allora a considerare che moltissimi utenti, quando si vedono arrivare una vostra richiesta di download, come prima cosa vanno a vedere quanto (e COSA!) condividete e, quando quello che vedono non li soddisfa, vi impediscono di scaricare da loro, magari spedendovi istantaneamente nella Ignore list, cosa che pregiudica anche i vostri FUTURI tentativi di scaricare da loro. Basta molto poco per farsi una cattiva fama!
Al contrario (e posso testimoniarlo personalmente), una lista ben fornita, oppure popolata di materiale raro, e' il modo migliore per scaricare velocemente da moltissimi utenti. E quando dico "migliore" intendo che e' piu' importante del numero di server a cui siete connessi, dei ping, degli slot, delle code... molto spesso mi e' capitato di saltare code anche di decine di persone, proprio perche' quello che avevo in condivisione interessava a qualcuno!

Un'ultima cosa, ma MOLTO importante: CURATE la vostra lista, ovvero accertatevi di avere files di buona qualita', senza imperfezioni o troncature, con i nomi corretti (un file con il nome sbagliato non verra' trovato praticamente mai), e che non siano i risultati dei vostri esperimenti sulla normalizzazione o sul transcoding: scaricare qualcosa che alla fine si rivela una ciofeca e' una cosa estremamente frustrante per chi lo fa, toglie spazio ad altri che potrebbero utilizzare lo slot "sprecato" ed arricchisce i provider e i gestori telefonici anziche' la vostra collezione.


jwolf

 

Aggiungo questo post di Alper9000 anch'esso sulla filosofia del file sharing. (aggiunta di jwolf)

 

C'era una volta Napster, poi Bearshare, Morpheus, Grokster, Kazaa con spyware e Kazaa senza spyware, Imesh, Edonkey, Direct Connect, Blubster, Soulseek; poi Audiogalaxy; poi Winmx; poi forse di nuovo Napster;
poi...?

MA CHE IMPORTA, nella filosofia del p2p, il tipo di programma che usiamo?
Noi users (non sviluppatori) non dobbiamo migliorare i programmi. Dovremmo invece migliorare noi stessi, le nostre tendenze, le nostre conoscenze, il nostro modo di pensare e quindi di agire.
Potremmo diventare rivoluzionari come individui, immersi nel mare magnum del file sharing, e guidare ciascuno per proprio conto l'evoluzione "psichica" di soggetti che *attualmente* sono avvoltoi e basta.
La nascita e la diffusione mondiale quasi istantanea del file sharing già di per sé sono state una rivoluzione, hanno scardinato sicurezze e ricchezze prima non condivise, hanno obbligato artisti, case discografiche, software house e addirittura esponenti di vari governi a rivedere molte cose e a riflettere su molte altre.

Oggi i milioni di users che sharano sono come un grande albero,  con radici, tronco, rami di vario genere, foglie verdi, frutti maturi, ma anche foglie, frutti e fiori marci.
Sta a noi fare in modo che la parte buona di tale albero sia sempre più rigogliosa e che le parti marce siano sempre di meno.
Facciamo in modo che la tecnologia sia sempre più al servizio della nostra mentalità e della nostra filosofia di vita, e non il contrario.


E' vero, la tecnologia può anche diventare un tiranno invisibile e portare effetti distruttivi non solo nei nostri pc ma anche nei più profondi recessi della psiche.
Ma è proprio per questo che non si deve spegnere la ventata di libertà portata dal peer to peer.
Ed è *parlando* (e postando) che si può evitare di essere Palladiati, parlando di p2p, di esperienze, di abusi, di avvoltoi, di programmi, di musica e musicisti, di spyware, di virus e back doors.
Anche qualche volta idealizzando, perché no? I sogni son desideri.

Non si ottiene nulla nel p2p e nella vita se si getta la spugna.
Se la getteremo, Palladium o il professore o il datore di lavoro o il finto amico o la fidanzata-moglie o il marito o il genitore o il figlio o il nonno [ :-) ] o chi per essi, ci soffocheranno.



Diceva W. W. Dyer:
Aver bisogno di essere approvato è come dire
"Vale più il tuo concetto su di me
dell'opinione che ho di me stesso".

Alper9000


fonte http://www.esseerre.it/winmx3/sharing.htm








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Pubblicato su: 2003-01-16 (10104 letture)

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