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P2P, nuovo assalto delle major
 .:Postato il Mercoledý, 16 novembre @ 01:36:39 CET da sickb0y
ROMA - Nuova ondata di azioni giudiziarie contro l'utilizzo illegale di software peer-to-peer: oltre duemila le persone denunciate in cinque paesi europei
finora non toccati dai controlli, asiatici e, per la prima volta, anche sud americani. La Federazione Industria Musicale Italiana (FIMI) ha rilasciato oggi un comunicato in cui rende noto che tra i 2100 utenti indagati in 17 paesi, otto sono di nazionalitÓ italiana.

Nella rete delle forze di polizia sono finiti gli utilizzatori di diversi reti di condivisione file: Kazaa, Gnutella, eDonkey, Direct Connect, Emule, BitTorrent, WinMx. Secondo la Federazione Internazionale dei Produttori Fonografici (IFPI) "si tratta della pi¨ grande operazione mondiale contro sistemi di file-sharing" e coinvolge nazioni che mai prima d'ora erano state toccate dalle denunce. Per la prima volta utenti argentini, svedesi e svizzeri saranno o sono stati chiamati a rispondere davanti a un giudice dello scaricamento illegale di musica protetta da diritto d'autore. Oltre trenta sono gli utenti denunciati a Singapore, mentre ventidue casi sono stati aperti contro grandi "uploaders" di Hong Kong.

Secondo i dati forniti da Ifpi, i file illegali disponibili in rete sono attualmente 900 milioni, ma i download legali, nella prima metÓ del 2005, sono triplicati rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, raggiungendo la quota di 186 milioni di brani. In questi numeri non sono compresi il download tramite telefonino e i servizi su abbonamento, previsti in grande espansione nel 2006.

La FIMI - interpellata da Repubblica.it - ha preferito non rispondere in merito ai casi italiani. L'azione che ha portato alla denuncia di otto gestori di server di file sharing Ŕ stata condotta dalla Guardia di Finanza che nei prossimi giorni illustrerÓ i dettagli dell'operazione. Con queste azioni sale a 126 il numero totale di utenti italiani denunciati a partire dal 2004. Il grosso di questa fetta non riguarda tuttavia singoli utenti ma i gestori di server su cui transitano i file illegali, pi¨ esposti e identificabili attraverso nel normali procedure di polizia giudiziaria.

Accanto alle azioni di polizia, l'industria musicale internazionale continua a sensibilizzare i navigatori sui rischi in cui si incorre quando si scarica musica illegale. Sono oltre cinquantadue milioni i messaggi istantanei inviati a utenti di sistemi di file sharing in oltre diciassette nazioni. In Italia, e in diciannove altri paesi, Ŕ giÓ in distribuzione dallo scorso settembre nei negozi di musica e nei centri commerciali una guida contro i rischi del peer-to-peer, un do*****ento, scaricabile anche liberamente dal sito pro-music.org. E' destinato ai genitori per metterli in guardia dai rischi, legali e di sicurezza, derivanti da un uso poco attento dei software di file sharing.

Il peer-to-peer tuttavia non accenna a fermarsi. Sebbene cresca il numero dei download legali e il numero di tracce musicali disponibili regolarmente nei music store sul web, diversi istituti di ricerca americani sono d'accordo nell'affermare che, almeno negli Sati Uniti, le azioni legali non hanno fermato il file sharing. Un recente do*****ento della Electronic Frontier Foundation (EFF), intitolato "RIAA contro la gente: due anni dopo", esamina con attenzione i risultati della campagna legale condotta dall'associazione dei produttori musicali americani concludendo che "sebbene i dati sul numero degli utenti americani che usano tuttora sistemi di condivisione p2p non siano del tutto coerenti, una cosa Ŕ chiara: due anni e oltre 15 mila denunce dopo, decine di milioni di utenti americani continuano ad usare nuove tecnologie per condividere musica".

Se gli utenti non possono essere fermati, l'unico sistema Ŕ quello di impedire o regolamentare l'utilizzo dei software. Il caso Grokster, nel quale la Corte Suprema americana ha sancito la punibilitÓ dei produttori di quei software che con coscienza consentono la violazione del copyright, Ŕ stato un tassello decisivo nella battaglia contro la pirateria musicale.

Ed Ŕ proprio di ieri la notizia che, dopo Sony, Emi e Universal, anche la Warner Music ha siglato un accordo con la Snocap, l'azienda di Shawn Fanning, il creatore di Napster, per utilizzare la sua tecnologia di firma digitale dei file musicali. La tecnologia di Snocap dovrebbe rendere possibile, utilizzando una sorta di analisi del timbro musicale di ogni file, l'identificazione di ogni canzone condivisa sulle reti peer-to-peer in modo da tracciarne l'utilizzo e lasciare spazio alla condivisione di materiale anche sulle reti di file sharing giÓ esistenti, legalizzandone di fatto l'utilizzo.

Fonte: Repubblica.it
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