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Prestiti tra Privati: Come Funzionano Davvero nel 2026

Il quadro legale italiano, le piattaforme vigilate, i rischi reali. Due prospettive: chi presta e chi chiede. Zero promesse, solo numeri verificabili.

Prestiti tra privati: schema di funzionamento tra piattaforme vigilate e contratti privati

In 30 secondi

  1. Prestiti tra privati affidabili: in Italia passano da piattaforme vigilate (registro Consob-Banca d'Italia) o da contratto privato con scrittura registrata. Liceito per legge, ma il tasso non può superare la soglia anti-usura (~20-25% nel 2026).
  2. Come funzionano online: il debitore presenta domanda, la piattaforma valuta il merito di credito, pubblica l'offerta e gli investitori scelgono se finanziare. La piattaforma gestisce erogazione e recupero. Rendimenti dichiarati 8-15%, ma nessun fondo copre i default.
  3. Rischi: mancato rimborso (credito chirografario, recupero costoso), insolvenza della piattaforma, truffa (chi chiede anticipi prima di erogare). Diversificazione su 100+ prestiti riduce l'impatto di ogni singolo default.
  4. Segnali di affidabilità: vigilanza pubblica (licenza ECSP, MiFID o registro italiano), zero anticipi richiesti, bilanci pubblici, storico default trasparente. Evita chi promette prestiti facili senza verifica o contatta via Telegram.
  5. Tasse: 26% di capital gain sugli interessi per chi presta; per chi chiede, gli interessi pagati sono deducibili solo in casi specifici (investimento aziendale, non consumo). Non è consulenza fiscale – confronta con un commercialista.

Cosa sono i prestiti tra privati

Un prestito tra privati è un contratto di mutuo in cui il creditore e il debitore sono entrambi persone fisiche o giuridiche non bancarie. L'articolo 1813 del Codice Civile italiano lo definisce come il contratto "col quale una parte consegna all'altra una determinata quantità di denaro o di altre cose fungibili, e l'altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità". Può essere gratuito (senza interessi) o oneroso (con interessi concordati).

Fino al 2010 i prestiti tra privati in Italia avvenivano quasi esclusivamente tra conoscenti – parenti, amici, soci – con scrittura privata firmata davanti a testimoni o registrata all'Agenzia delle Entrate per dare data certa. Dal 2011 sono nate le prime piattaforme di prestiti tra privati online (P2P lending), che automatizzano l'incontro tra domanda e offerta: il debitore presenta una richiesta, la piattaforma valuta il merito di credito con algoritmi e dati esterni (CRIF, bilanci, redditi), pubblica l'offerta agli investitori registrati, che decidono quanto finanziare. La piattaforma gestisce erogazione, incasso rate e recupero crediti, trattenendo una commissione.

Nel 2026 in Italia operano piattaforme vigilate iscritte al registro gestito congiuntamente da Consob e Banca d'Italia (regime ECSP italiano, in vigore dal 2023), accanto a piattaforme europee con licenza ECSP di altri Stati membri o licenza MiFID II che operano in regime di passaporto. Il P2P lending italiano si concentra sul crowdfunding immobiliare (prestiti a sviluppatori edilizi) e sul lending diretto a PMI; il consumer lending (prestiti personali non garantiti) è dominato da piattaforme baltiche e croate con licenza ECSP o MiFID.

Quadro legale in Italia: liceità, contratto, tassi

È perfettamente legale prestare o chiedere denaro a un privato senza passare da una banca. Il mutuo tra privati è un contratto nominato regolato dagli articoli 1813-1822 del Codice Civile. L'unico limite invalicabile è il tasso di usura: la legge 108/1996 fissa ogni trimestre una soglia oltre la quale il contratto è nullo e il creditore rischia il reato penale di usura (reclusione da 2 a 10 anni). Al gennaio 2026 il tasso soglia medio pubblicato dalla Banca d'Italia si attesta intorno al 20-25% annuo a seconda della categoria di finanziamento (credito personale, credito finalizzato, revolving); verificare sempre il decreto trimestrale.

Per un prestito tra conoscenti non serve il notaio: è sufficiente una scrittura privata che indichi importo, tasso di interesse (se previsto), piano di rimborso, modalità di pagamento. Per dare data certa si registra all'Agenzia delle Entrate (imposta di registro 200 euro fissi per contratti di valore sopra i 3.000 euro). Per importi elevati o quando si vuole iscrivere ipoteca su un immobile a garanzia, conviene l'atto pubblico notarile. Senza forma scritta il contratto è valido ma la prova in giudizio diventa complicata.

Le piattaforme vigilate devono ottenere l'iscrizione al registro ECSP italiano (gestito da Consob e Banca d'Italia) o detenere licenza equivalente in un altro Stato UE. Le regole impongono: verifica del merito di credito del debitore, informativa trasparente su rischi e costi, separazione dei fondi dei clienti, requisiti di capitale e governance. Chi opera senza vigilanza commette abusivismo finanziario (articolo 166 TUF, sanzioni penali). Le piattaforme italiane visibili sul nostro indice di affidabilità operano tutte in regime ECSP nazionale o europeo.

Come funzionano i prestiti tra privati sulle piattaforme

Il processo standard su una piattaforma P2P segue cinque fasi:

1. Domanda del debitore

Chi cerca un prestito si registra, compila un modulo (importo, finalità, durata, reddito), carica documenti (carta d'identità, busta paga, estratto conto). La piattaforma consulta sistemi di informazione creditizia (CRIF, Experian, Centrale Rischi) per verificare eventuali protesti, pignoramenti, ritardi pregressi. Un algoritmo di credit scoring calcola la probabilità di default e assegna un rating interno (A, B, C o percentuale di rischio).

2. Pubblicazione dell'offerta

Se la domanda supera i controlli, la piattaforma pubblica l'offerta sul marketplace: importo richiesto, tasso proposto, durata, rating, scopo del prestito. Gli investitori registrati vedono l'elenco delle offerte aperte e decidono quanto finanziare (da pochi euro a migliaia). Alcune piattaforme consentono investimento automatico: l'investitore imposta criteri (rating minimo, importo massimo per prestito) e il sistema alloca automaticamente su ogni nuova offerta conforme.

3. Raccolta e chiusura

Una volta raggiunto il 100% dell'importo o trascorso il periodo di raccolta (tipicamente 7-30 giorni), l'offerta si chiude. Se la raccolta è parziale, alcune piattaforme erogano comunque la quota raccolta, altre annullano. Il debitore riceve l'importo netto (dedotte le commissioni di attivazione, solitamente 1-5%) sul conto corrente indicato entro 1-3 giorni lavorativi.

4. Rimborso

Il debitore paga le rate mensili (capitale + interessi) alla piattaforma, che distribuisce proporzionalmente ai finanziatori. Le piattaforme trattengono una commissione di servizio (0,5-2% annuo sul capitale erogato). Se il debitore salta una rata, scatta il recupero: solleciti automatici, poi affidamento a società di recupero crediti esterne o azione legale.

5. Default e recupero

Se il debitore diventa insolvente (ritardo oltre 60-90 giorni), il credito viene classificato in default. Nessun fondo di tutela copre i default dei debitori nel P2P lending – a differenza dei depositi bancari. La piattaforma può avviare procedure di recupero (decreto ingiuntivo, pignoramento stipendio o beni), ma il recupero è lento, costoso e spesso parziale. Chi investe su 100 prestiti con tasso medio 10% e default reale 3% ottiene un rendimento netto attorno al 7% prima delle imposte.

Prestiti tra privati affidabili: come riconoscerli

Il mercato italiano ed europeo dei prestiti tra privati online è frammentato: accanto a piattaforme vigilate con bilanci pubblici e storico verificabile operano siti opachi, truffatori che chiedono anticipi mai restituiti, intermediari non autorizzati. Tre criteri separano le piattaforme affidabili dalle altre:

Vigilanza pubblica verificabile

Una piattaforma seria detiene una licenza ECSP (European Crowdfunding Service Provider, Regolamento UE 2020/1503) rilasciata da Consob-Banca d'Italia per le italiane, o da ESMA/autorità nazionale per quelle europee. Chi opera in Italia con licenza di altro Stato membro deve comparire nel registro ESMA pubblico. Le piattaforme più grandi detengono licenza MiFID II (autorizzazione a gestire investimenti), rilasciata da Latvijas Banka (Lettonia), Banca di Lituania, Banca Centrale d'Irlanda. Alcune piattaforme croate ed estoni operano senza licenza: verifica il registro del regolatore prima di versare.

Zero anticipi richiesti

Una regola d'oro: nessuna piattaforma seria chiede soldi prima di erogare il prestito. Chi promette "prestito garantito, basta versare 200 euro di cauzione" sta truffando. Le commissioni si pagano alla firma (detratte dall'erogato) o a rate rimborsate. Stesso discorso per i "mediatori" che contattano via Telegram, WhatsApp o email non sollecitate promettendo prestiti facili: chiedono un anticipo, poi spariscono. Le piattaforme vigilate operano da sito ufficiale con dominio verificabile, assistenza tracciabile, sede fisica nota.

Dati pubblici e storico verificabile

Piattaforme affidabili pubblicano bilanci certificati, numero di prestiti erogati, tasso di default storico, processo di recupero crediti. Chi dichiara "0% di perdite in 5 anni" su migliaia di prestiti consumer sta omettendo dati o nascondendo i default sotto garanzie di riacquisto non sostenibili. I rischi del P2P lending vanno sempre esplicitati. Sul nostro indice di affidabilità ogni piattaforma riporta l'indicatore di solidità (bilanci, patrimonio netto, governance) e l'indicatore di trasparenza sui default reali.

Le piattaforme P2P più serie accessibili dall'Italia

Confronto rapido tra piattaforme con licenza verificabile e storico pubblico che accettano investitori italiani. Dati aggiornati a gennaio 2026. Per dettagli completi vedi le recensioni individuali.

Piattaforma Licenza Tipo prestiti Rendimento Investimento min Indice
Maclear SRO Svizzera PMI, immobiliare, factoring 14,5-14,9% EUR 50 88
InRento ECSP (Lituania) Buy-to-let garantiti ~11,8% EUR 500 84
Mintos MiFID II (Lettonia), fondo 20k Note consumo, obbligazioni, ETF 9-11% EUR 50 83
Capitalia ECSP (Lettonia) PMI baltiche con garanzia FEI ~10,5% EUR 200 80
Recrowd ECSP Italia (Consob-Banca d'Italia) Immobiliare Italia 8-12% dichiarato Variabile 60
Trusters ECSP Italia (Consob-Banca d'Italia) Immobiliare Italia breve termine 8-11% dichiarato Variabile 56
PeerBerry ECSP in corso (Croazia) Consumo, leasing ~11% EUR 10 76

Le prime quattro detengono licenza ECSP o MiFID da almeno 4 anni, pubblicano bilanci annuali certificati, operano su volumi dichiarati superiori a EUR 50 milioni cumulati. Le piattaforme italiane (Recrowd, Trusters) forniscono dati qualitativi dichiarati; per dati quantitativi verificati occorre attendere i bilanci pubblici. PeerBerry ha rimborsato EUR 51 milioni di prestiti ucraini durante la guerra (2022-2024) e introdurrà mercato secondario nel 2026. Chi cerca il miglior sito di prestiti tra privati deve confrontare non solo il rendimento pubblicizzato ma tutela legale, solidità patrimoniale, liquidità reale – il nostro indice di affidabilità pondera tutti e quattro i fattori.

Rischi per chi presta denaro a privati

Chi finanzia prestiti tra privati assume rischio di credito puro: se il debitore non paga, il creditore subisce la perdita. A differenza dei depositi bancari (coperti dal Fondo Interbancario fino a 100.000 euro) o delle obbligazioni senior di banche sistemiche, i prestiti P2P sono crediti chirografari non garantiti. Quattro rischi concreti:

Mancato rimborso

Il debitore perde il lavoro, chiude l'attività, fallisce. Tasso di default medio nel consumer lending europeo: 3-8% annuo su portafogli diversificati, fino al 15% su prestiti subprime. Chi investe 10.000 euro su 100 prestiti con rendimento 12% e default 5% ottiene circa 7% netto prima delle imposte. Il recupero legale costa 500-2.000 euro per pratica e richiede 2-4 anni; su prestiti non garantiti spesso si recupera 10-30 centesimi per euro.

Insolvenza della piattaforma

Se la piattaforma fallisce, i crediti esistono ancora (sono contratti tra investitore e debitore), ma la gestione operativa si blocca. Chi incasserà le rate? Chi farà recupero? Alcune piattaforme depositano i contratti presso un trustee indipendente che subentra in caso di default della piattaforma stessa; altre no. Mintos detiene licenza MiFID II: in caso di insolvenza i crediti sono protetti dal fondo di garanzia degli investimenti lettone fino a 20.000 euro per cliente – ma il fondo copre solo i crediti vantati verso Mintos (contante non investito, dividendi non distribuiti), non i default dei debitori sottostanti. InRento deposita ogni contratto presso Nasdaq CSD (depositario centrale lettone); Maclear nomina un backup servicer svizzero.

Truffa o conflitto di interessi

Alcune piattaforme pubblicano offerte di prestiti mai erogati, incassano i fondi degli investitori e spariscono (exit scam). Altre finanziano solo prestiti erogati da società del proprio gruppo: se il gruppo fallisce, l'intera piattaforma diventa carta straccia. Robocash finanzia esclusivamente prestiti erogati da società Robocash Group; Nectaro presta a debitori acquisiti da Dyninno (gruppo proprietario). Non è illegale, ma concentra il rischio: diversificare su piattaforme indipendenti.

Liquidità zero

Un prestito con scadenza 36 mesi blocca il capitale per tre anni. Alcune piattaforme offrono mercato secondario: chi vuole uscire prima vende la propria quota ad altri investitori, con uno sconto se il mercato è debole. Mintos e PeerBerry (dal 2026) hanno mercato secondario attivo; InRento e le piattaforme italiane no. In caso di stress (crisi economica, panico), il mercato secondario si blocca e lo sconto può arrivare al 20-30%. Chi investe somme che potrebbe dover ritirare entro 12 mesi deve evitare il P2P o allocare solo quote marginali.

Rischi e tutele per chi chiede un prestito tra privati

Chi cerca un prestito personale tramite piattaforma P2P deve considerare:

Tassi più alti delle banche

Il P2P lending serve profili che le banche rifiutano o finanziano a condizioni onerose: lavoratori atipici, partite IVA recenti, piccoli imprenditori senza garanzie reali. Il costo medio su piattaforme consumer è 10-18% annuo (TAEG), contro 6-10% del credito personale bancario per profili prime. Chi ha reddito fisso dimostrabile e storia creditizia pulita trova sempre condizioni migliori in banca.

Verifica del merito di credito

Le piattaforme vigilate consultano CRIF, Experian, Centrale Rischi. Chi è già segnalato per protesti, pignoramenti, ritardi gravi viene escluso automaticamente. Alcune piattaforme specializzate accettano profili "gialli" ma applicano tassi più alti (15-25%). Diffida da chi promette prestiti senza alcuna verifica: o chiederà un anticipo mai restituito, o applica tassi usurai (oltre il 25% annuo al 2026, soglia penale).

Trasparenza contrattuale

Prima di firmare, leggi il contratto: TAEG effettivo (tasso + commissioni), piano di ammortamento completo, penali per estinzione anticipata, conseguenze del ritardo (mora, segnalazione), modalità di recupero. Le piattaforme vigilate devono fornire un documento precontrattuale standardizzato (SECCI per consumer, foglio informativo per business lending). Se manca, o se il testo è vago, passa oltre.

Come scegliere tra prestito bancario e P2P

Usa questa tabella per decidere quale canale conviene:

Fattore Banca tradizionale Piattaforma P2P
Tasso di interesse 6-10% (profili standard) 10-18% (profili marginali)
Requisiti di accesso Reddito fisso, storia creditizia pulita Più flessibile (lavoratori atipici, partite IVA)
Tempi di erogazione 7-15 giorni (istruttoria lunga) 1-3 giorni (dopo la raccolta)
Importo massimo Fino a 50.000-100.000 euro Solitamente sotto 30.000 euro
Tutela consumatore Arbitro Bancario Finanziario, ombudsman Autorità di vigilanza (Consob, ESMA), ma recupero più difficile

In sintesi: chi ha reddito dimostrabile e profilo bancabile ottiene condizioni migliori in banca. Chi è fuori dal perimetro bancario (partita IVA recente, contratto a progetto, lavoratore autonomo) può trovare finanziamento sul P2P, a costo più alto. Chi cerca importi sopra i 30.000 euro o durate oltre i 5 anni deve comunque rivolgersi a una banca.

Prestiti tra privati urgenti: attenzione alle truffe

La ricerca "prestiti tra privati urgenti senza garanzie" su Google restituisce decine di risultati: siti che promettono "prestito in 24 ore, nessuna verifica, anche con protesti". Il 90% sono truffe. Schema tipico: compili il form, ricevi una telefonata o email "Congratulazioni, prestito approvato per 5.000 euro! Per attivare la pratica versa 150 euro di spese istruttoria su questo IBAN". Versi, poi silenzio. L'IBAN è spesso estero (Romania, Cipro), il sito sparisce dopo poche settimane, i contatti sono numeri VoIP o Telegram.

Nessuna piattaforma seria chiede anticipi prima dell'erogazione. Le commissioni si pagano alla firma (detratte dall'erogato) o a rate mensili. Se qualcuno ti chiede soldi prima di darti il prestito, stai parlando con un truffatore. Segnala a Polizia Postale e Consob.

Altro segnale: contatto via WhatsApp, Telegram, canali social non ufficiali. Le piattaforme vigilate operano da sito con dominio verificabile (.it, .eu, .com intestato alla società), assistenza tracciabile via ticket o email aziendale, sede fisica nota. Chi ti contatta da numero privato o nickname Telegram per "un'offerta esclusiva di prestito" sta preparando una truffa.

Tasse sui prestiti tra privati in Italia

Il trattamento fiscale dipende dalla posizione: chi presta subisce tassazione sugli interessi attivi; chi chiede può dedurre gli interessi passivi solo in casi specifici. Attenzione: quanto segue non è consulenza fiscale – confronta sempre con un commercialista le casistiche personali.

Per chi presta (investitore)

Gli interessi attivi percepiti su prestiti P2P costituiscono redditi di capitale (articolo 44 TUIR). Tassazione: aliquota fissa del 26%, applicata in regime di risparmio amministrato se la piattaforma è sostituto d'imposta (raro per piattaforme estere), altrimenti in dichiarazione dei redditi (quadro RM). Le plusvalenze su cessione di crediti nel mercato secondario seguono lo stesso regime (26% sul capital gain realizzato). Le minusvalenze (vendite in perdita o default accertati) sono deducibili da altri redditi di capitale entro il limite annuo di 2.000 euro; l'eccedenza si riporta ai 4 anni successivi.

Le piattaforme estere (baltiche, svizzere) non trattengono imposte: l'investitore deve dichiarare autonomamente gli interessi nel quadro RM della dichiarazione annuale. Se il conto della piattaforma è considerato conto estero (deposito di denaro), va indicato anche nel quadro RW (monitoraggio fiscale) con IVAFE dello 0,2% annuo sul saldo medio. Alcune piattaforme (Mintos, InRento) forniscono report fiscali annuali con gli importi da dichiarare.

Per chi chiede (debitore)

Gli interessi passivi pagati su un prestito personale non sono deducibili per una persona fisica che usa il denaro per consumo (acquisto beni, spese personali, consolidamento debiti). Sono deducibili solo se il prestito è destinato a produrre reddito: prestito a partita IVA per investimento aziendale (deducibile nel limite degli interessi attivi + 30% del ROL), prestito per acquisto immobile da locare (deducibile dal reddito fondiario). Per imprese e professionisti gli interessi passivi seguono le regole ordinarie di deducibilità previste dal TUIR.

Confronto con altre forme di prestito

I prestiti tra privati online sono una classe di credito intermedia tra prestito bancario tradizionale e microcredito informale. Ecco come si collocano:

Canale Costo medio Requisiti Tutele Liquidità
Banca 6-10% APR Reddito fisso, storia creditizia Fondo Interbancario (depositi), ABF Anticipabile con penale
P2P vigilato 10-18% APR Flessibili (lavoratori atipici ok) Autorità vigilanza, no fondo default Mercato secondario (non sempre)
Cessione del quinto 8-12% APR Dipendenti/pensionati Trattenuta automatica stipendio Non cedibile
Carta revolving 12-18% APR Minimi (carta di credito) ABF, Consob Rimborsabile in ogni momento
Prestito tra conoscenti Variabile (anche 0%) Fiducia personale Zero (contratto privato) Dipende dall'accordo

Chi ha accesso al credito bancario tradizionale ottiene sempre condizioni migliori. Il P2P lending serve chi è escluso dalle banche (lavoratori atipici, partite IVA nuove, piccoli imprenditori) ma ha reddito sufficiente per il rimborso. Chi non riesce a ottenere credito né in banca né su piattaforma vigilata probabilmente non è in grado di rimborsare: meglio ridurre le spese, aumentare il reddito, evitare di indebitarsi ulteriormente.

Domande frequenti

Sì, è perfettamente legale. L'articolo 1813 del Codice Civile riconosce il mutuo tra privati, che può essere gratuito o oneroso. L'unico limite è il tasso di usura: al gennaio 2026 il tasso soglia medio è circa il 20-25% annuo a seconda della categoria, pubblicato dalla Banca d'Italia ogni trimestre. Oltre quella soglia il contratto è nullo e il creditore rischia il reato penale di usura.

No, non è obbligatorio. Un contratto di mutuo tra privati è valido anche in forma di scrittura privata con data certa. Il notaio è consigliabile per importi elevati o quando serve l'iscrizione di ipoteca su un immobile, ma per prestiti di piccolo-medio importo una scrittura privata firmata e registrata all'Agenzia delle Entrate è sufficiente e costa meno.

Una piattaforma di P2P lending mette in contatto chi chiede un prestito e chi lo finanzia. Il debitore presenta domanda, la piattaforma valuta il merito di credito, pubblica l'offerta e gli investitori scelgono se partecipare. La piattaforma gestisce erogazione, rate e recupero. In Italia le piattaforme vigilate devono iscriversi al registro Consob-Banca d'Italia e rispettare regole di trasparenza; chi opera dall'UE con licenza ECSP o MiFID può offrire servizi transfrontalieri.

Il rischio principale è il mancato rimborso: se il debitore non paga, il creditore può avviare un recupero legale costoso e lungo, senza garanzie di successo totale. I prestiti personali non garantiti da ipoteca o pegno sono chirografari: in caso di insolvenza il creditore sta in coda dietro a banche e fisco. Nessun fondo pubblico copre i default dei debitori nelle piattaforme P2P. La diversificazione su decine di prestiti riduce l'impatto di ogni singolo default.

Verifica tre elementi: 1) vigilanza (registro Consob-Banca d'Italia per piattaforme italiane, licenza ECSP o MiFID per quelle UE – pubbliche sul sito del regolatore); 2) nessun anticipo richiesto per ottenere il prestito (chi chiede soldi prima di erogare sta truffando); 3) dati verificabili (bilanci pubblici, storico default, processo di recupero trasparente). Evita chi promette prestiti facili senza verifica del reddito, chi contatta via Telegram/WhatsApp, chi chiede di versare su conti esteri o chi offre tassi irrealistici (35-40%).

I rendimenti pubblicizzati dalle piattaforme italiane di P2P lending variano tra l'8% e il 12% annuo lordo, ma il rendimento reale dipende dai default effettivi e dalle commissioni. Sulle piattaforme UE con licenza ECSP i rendimenti dichiarati vanno dal 9% al 15%, con punte oltre il 20% su prestiti ad alto rischio. Questi sono dati lordi: togliere imposte (26% su capital gain e interessi in Italia), commissioni di gestione e perdite su crediti. Storicamente chi diversifica su 100+ prestiti ottiene rendimenti netti tra il 6% e il 10% annuo.

Dipende dalla piattaforma e dalla gravità della segnalazione. Le piattaforme vigilate consultano i sistemi di informazione creditizia (CRIF, Experian) e molte escludono automaticamente chi ha protesti, pignoramenti o ritardi gravi. Alcune piattaforme specializzate in prestiti brevi accettano profili con segnalazioni lievi ma applicano tassi più alti. Diffida da chi promette prestiti senza alcuna verifica: o è una truffa (anticipo richiesto, mai erogato) o applica tassi usurai.

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